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Un
grande progetto di valorizzazione del territorio
Rispettare il territorio significa conoscerlo e
capirne le esigenze, per questo motivo Poggio Torselli utilizza
per i nuovi impianti viticoli esclusivamente cloni che derivano
da un'attenta attività di selezione.
La scelta del sistema di allevamento a cordone speronato rientra
nella filosofia aziendale di ottenere piante con un buon rapporto
tra attività vegeto-produttiva e concentrazione di
sostanze responsabili della qualità.
In quest'ottica l'inerbimento artificiale dei terreni vitati
assicura tempestività e razionalità degli interventi
agronomici nel pieno rispetto dell'ambiente.
1) Vigneto "Scopeti"
Il vigneto Scopeti prende il nome dall'omonima località
e si sviluppa su circa 8000 m2 di terreno.
La grande abbondanza di eriche presenti nella zona veniva
un tempo utilizzata per la creazione di scope.
Si trova su una delle migliori posizioni collinari dell'Azienda
in un terreno argilloso e ben strutturato; la forza del suolo
e l'eventuale vigoria che ne deriva alle piante viene tenuta
a freno da un inerbimento artificiale che consente di ridurre
le produzioni a vantaggio della qualità.
Nello Scopeti produciamo un cru di Sangiovese destinato alla
produzione di Chianti Classico Riserva, vino austero e polposo
in cui la potenza del prodotto si coniuga mirabilmente all'eleganza
dei legni utilizzati per l'invecchiamento di 24 mesi.
2) Vigneto "La
Villa"
Prende il nome dalla vicinanza con la monumentale residenza
e si estende su un terreno di ca. 2,5 ettari.
È orgogliosamente il vigneto di partenza del progetto
aziendale; il suo recente impianto, nel 1999 rappresenta la
prima e proficua scommessa dell'azienda per una stretta collaborazione
tra l'antica vocazione enologica e le nuove conoscenze agronomiche,
sviluppate anche grazie all'intervento di un appassionato
pool di agronomi ed enologi.
Su questo terreno si coltiva Sangiovese in purezza, fatto
riposare per 12 mesi in botti di rovere francese per un elegante
Chianti Classico DOCG.
3) Vigneto "Inferno"
E' il più piccolo appezzamento vitato dell'azienda
con circa 7000 m2 di terreno coltivato.
Concepito con le stesse cure del vigneto Scopeti, prende il
nome dallo scarico degli antichi frantoi dell'olio, che nell'antica
lingua fiorentina veniva così chiamato.
Il terreno ricco di ciottoli e pietre di piccole dimensioni
conferisce ai vini complessità e sentori minerali.
4) Vigneto "Parco"
Prende il nome dal secolare parco che circonda la villa, al
cui confine si estende questo vigneto di circa 3 ha nato nel
2001. 13.000 ceppi di Sangiovese si sviluppano con differenti
esposizioni e giaciture, ma soprattutto con numerose combinazioni
clone/portinnesto adattandosi alla variabilità di ogni
singola lente di terreno e ad ogni variazione microclimatica.
Inerbimento, diradamento dei grappoli e vendemmia tardiva
consentono la produzione di eccellenti Chianti Classico.
5) Il vigneto Defizio
Nella storia medievale con la parola "defizio" si
indicavano gli opifici dove venivano costruite vanghe, zappe,
pale, mazze e altri attrezzi agricoli; in prossimità
di questi luoghi esistevano delle fonti d'acqua naturali,
indispensabile per la lavorazione del ferro. Ancora oggi questa
fonte, utilizzata per l'approvvigionamento idrico della villa,
ha mantenuto l'antico nome. L'impianto del vigneto Defizio
(circa 4ha) è avvenuto dopo un'accurata preparazione
estiva dei terreni ed un adeguato riposo colturale degli stessi.
Al Sangiovese è affiancato l'impianto di Trebbiano
Toscano e Malvasia lunga del Chianti per la produzione di
Vin Santo del Chianti Classico. Inoltre sono state messe a
dimora piccole quantità di vitigni internazionali per
aumentare la complessità dei nostri SuperTuscan.
6) Vigneti "Salceto"
II vigneto, diviso in due porzioni (Nord e Sud per un totale
di circa 3,5ha), prende il nome da una località ricca
di salici da vimini che nella tradizione viticola toscana
venivano utilizzati per la legatura delle viti ai tutori di
sostegno un tempo rappresentate da altre piante (pioppi, aceri,
ecc.)
In questo caso sono stati realizzati dei terrazzamenti per
addomesticare le pendenze e garantire l'orientamento dei filari
più consono alla produzione di Sangiovese in purezza
dalla grande struttura e complessità.
7) Vigneto "Romagnola"
Il vigneto Romagnola (impianto 2004) riunisce più uve:
il Merlot che contribuisce alla produzione di un vino in purezza,
ed un blend di uve internazionali a bacca bianca con base
Chardonnay che è utilizzato per la creazione di un
vino bianco strutturato e ingentilito da un moderato uso della
barrique.
L'esposizione del vigneto, (2ha) prevalentemente a Nord, sfavorevole
per il nostro Sangiovese, garantisce a questi vini grandi
potenzialità aromatiche e caratteristiche
di finezza e sapidità.
8) Vigneto "Cassia"
Si presenta con una suggestiva forma a ferro di cavallo e
prende il nome dall'antica strada consolare romana che lo
circonda per 2/3 del perimetro.
L'impianto è stato eseguito nel 2003 e i suoi 20.000
m2 di terreno hanno una densità di 5000 ceppi per ettaro
con le migliori selezioni di cloni Sangiovese; le sue potenzialità
per produzioni di qualità sono indubbie anche e soprattutto
in funzione delle caratteristiche del terreno sciolto e ben
areato.
9) Vigneto "Montecapri"
Rappresenta l'immagine dell'azienda, poichè si mostra
allo spettatore come un anfiteatro naturale.
Il progetto articolato in un sistema a terrazze e muretti
a secco non solo rende piacevole l'impatto visivo, ma rallenta
l'erosione del suolo, costituendo una ricchezza in termini
di sicurezza e recupero ambientale. L'impianto (1,5ha) è
stato realizzato nel 2005 ed anche in questo caso si parla
di Sangiovese in purezza;
l'obiettivo dei terrazzamenti è anche e soprattutto
quello di garantire le migliori esposizioni esaltando tutte
sle potenzialità del vitigno autoctono.
10) Vigneto "Colombaia"
Il nome proviene dal ricovero che questi volatili trovavano
nell'antica casa colonica che si erge proprio su questo terreno
e che diventerà la sede amministrativa e punto vendita
dei prodotti aziendali.
Giovane impianto di 18000 m2 di Sangiovese, è stato
collocato appena nel 2002, ma l'esposizione mista nord/sud
è fonte di grandi speranze; grazie a questi diversi
orientamenti i suoi filari producono uve dalle caratteristiche
eterogenee e dalle ricche potenzialità aromatiche e
strutturali.
11) Vigneto "Greve"
La vigna è così chiamata per la vicinanza con
il fiume Greve. La caratteristica singolare è che le
pietre del vecchio letto del fiume, scaldandosi, permettono
una eccellente maturazione delle uve che vengono prodotte
su un'area di circa 3,5 ha.
In questo appezzamento sono state piantate uve diverse: dal
Cabernet Sauvignon al Cabernet Franc fino al Merlot che, vinificati
e affinati in purezza, contribuiscono alla produzione dei
Supertuscan e in piccola percentuale a dare rotondità
e suadenza ai Chianti Classico e Chianti Classico Riserva
di Poggio Torselli.
I
vigneti di nuovo impianto: il presente da già buoni
frutti
Le scelte agronomiche inerenti i vigneti di nuovo
impianto rispecchiano assolutamente la "mission"
aziendale: una sapiente integrazione fra le tradizioni di
questo territorio unico e le più innovative tecniche
viticole.
In questo senso va interpretata la decisione dell'azienda
di mantenere intatte le condizioni ambientali portando avanti
una politica di investimenti atti a ripristinare gli antichi
equilibri di un tempo.
Tutto questo al fine di una più alta qualità
dei prodotti e della valorizzazione dell'area del Chianti
Classico.
Attore incontrastato dello scenario viticolo di Poggio Torselli
è il Sangiovese, vitigno tanto nobile quanto esigente,
che solo nei terreni e nei microclimi più vocati dà
il meglio di sé.
Da sempre inserito come vitigno principale negli uvaggi del
Chianti Classico trova a Poggio Torselli quella variabilità
pedogenetica e climatica che consente la produzione di vini
complessi e armoniosi.
Per questo motivo la stragrande maggioranza dei vigneti di
Poggio Torselli sono coltivati col Sangiovese che cede il
passo ad alcuni vitigni internazionali (Cabernet, Merlot,
Chardonnay) solo laddove le condizioni ambientali non consentono
di esaltare il vitigno autoctono assecondando così,
con le scelte agronomiche, gli imput che l'ambiente ci regala.
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